Thursday, 14 February 2013

La donna dello Champagne (05.02)

Viso affusolato, capelli lunghissimi, nerissimi, liscissimi, un sorriso sincero con pochi denti, come molti di qui. Noemi trasmette tutta la passione per il suo lavoro mentre propone una demo, molto casalingha, della spumantizzazione presso la bio bodega Miguel Mas di San Juan - Region de Cuyo - Argentina.
Miguel Mas è un precursore dell'agricoltura ecologica in questa provincia, le prime coltivazioni di uva organica le inizia nel 1992 mettendo al bando pesticidi e ogni tipo di derivati chimici. Qui gli insetti si eliminano con piante di lavanda e  rose (!?). Nel 1998 crea la Champaneria Miguel Mas: 3 ettari ai piedi delle Ande (700 mtl), 25.000 litri all'insegna "de una production con sabor y aroma naturales, preservando il medio ambiente, recatando las traditiones y el comercio justo".
Noemi è una dura e pura, l'antitesi di tutte le ciche bonite che ti danno il turistico benvenuto nella maggior parte delle bodegas di Mendoza. Non indossa tailleurs attillati, nè scarpe col tacco ma quando ti parla del suo vino, metodo champenoise, lo fa con competenza e gli credi fino in fondo. La segui in questo viaggio genuino dalle uve al calice, da degustazione, come pochi visti qui. Si parte da una cepage di Ugni blanc, Pinot blanc, Chardonnay, Cabernet Sauvignon, tre anni in bottiglia con zucchero d'uva. Per tenere sotto controllo l'andamento del processo Noemi va al sodo e usa una praticissima bottiglia di plastica di Gatorade riempita con lo stesso blend delle sorelle in vetro con tappo a corona che la circondano. Remuage tassativamente manuale. Poi è il momento del degourgement perchè, come ci racconta Naomi, "estava una chica in Francia, la seniora Cliquot, che voleva el suo vin traspariente". E qui tutto brilla di organico e casereccio. La bottiglia viene prima messa in un surgelatore, poi, a testa in giù, il collo immerso in un liquido refrigerante e via verso una postazione dove si stappa (per fare uscire la feccia congelata) e si ritappa velocissimamente (tra spruzzi di futuro champagne). Arriva il dosage, aggiunta di succo di uva zuccherato e un pò di altro champagne, che determina la classificazione del vino. Spettacolo di pura alchimia: Noemi versa una prima dose nella bottiglia, la agita e scandisce:"extra brut" porgendoci il calice per la prima degustazione. Seconda cucchiaiata nella stessa bottiglia ed ecco che degustiamo il brut, finiamo con il doux (3 dosi in totale). Avevamo aperto con il Nature che non prevede aggiunta di liqueur de expedition. Tappatura, inserimento della gabbietta e il viaggio molto bio è terminato.
Visitare Moet et Chandon non provi le stesse emozioni che ti regala la champagneria Mas dall'altra parte del mondo.

No comments:

Post a Comment