Thursday, 20 June 2013

Italian dinner in Shanghai (11.06)

Se cerchi di organizzare una cena in stile italiano per gli amici che ti ospitano a Shanghai devi confrontarti con:
- olio extra vergine di oliva Filippo Berio (packet by Salvos spa Lucca) con gusto vegetale per condire un tentativo di bruschetta.
- Tiramisù fatto con chinese farm cheese al sapore di albicocca che traina tutto verso un mondo yogurt, molto stucchevole.
- Vino Chardonnay Pais doc imbottigliatto da Euro wines come inquietante Sommelier choice.  Comprato in promo 2 per 1 alla locale superette in abbinamento con un Bordeaux Tour 2001 messo in bottiglia dagli stessi mercanti senza scrupoli per un'esperienza senza profumo e senza gusto
Puoi sempre aggiungere un finale cinema con dvd acquistato al movie store sotto casa. Tra colori opachi e Tom Cruise che parla con un fortissimo eco, a metà del primo tempo qualcuno decide di abbandonare la sala in qualche parte del mondo e tu vedi la sua ombra alzarsi al centro del tuo teleschermo. Degna conclusione per quest'italian dinner in Cina.

Cavi elettrici

I cavi dell'alta tensione ti seguono dall'aeroporto di Shanghai, cavalcano al tuo fianco su torri di acciao e poi pali di legno fino ad arrivare in città dove si attorciliano in grandi spirali. Si arrampicano su mura di case cui nessuno ha mai concesso una seconda pennellata e li  scaricano tutta l'elettricità.  Tu la ritrovi in questi scooter che ti tendono agguati ad ogni angolo di strada: senza rumore sono già alle tue spalle. E' la stessa energia che fa vibrare la macchinetta in mano a Yang Yuan mentre si prende cura dei tuoi capelli alla bottega Tingyi per Il terzo taglio con stile da una donna senza stile.
Energia libera per questo treno da 303 km/ h tra Shanghai e Beijing dove sfilano a destra trattori abbandonati, campi verdi e campi neri, a sinistra villaggi di tetti rossi schiacciati da cattedrali di cemento, alle volte colorate ma solo agli ultimi piani.
Se però cerchi di andare su FB o di aggiornare il tuo blog, lì l'energia non arriva, sono luoghi ancora troppo lontani.

Monday, 3 June 2013

Surfing in Noosa (02.06)

Al Hell Gate del National park di Noosa (Sunshine coast) buttiamo gli ultimi pensieri australiani giù dal dirupo tra le onde ed i surfisti giovani e fisicati che le cavalcano. Sofia dorme nel backpack, Charlie medita appollaiata su di una roccia di granito. Sopra di noi incrociano gabbiani affamati, più o meno gli stessi che abbiamo affrontato 4 h prima per difendere i nostri sandwich da ripetuti assalti sfrontati. Abbiamo perso solo mezzo panino, quello di Sofia. Stasera siamo a cena da Bree la più australiana di tutte le australiane, mi saluterà con l'usual "ehi man how are you doing, man?" Man due volte, come rafforzativo del suo stile "no bullshit". Per il weekend Bree go surfing con altre due mamme; mettono i figli in spiaggia in comune e a turno una fa la babysitter mentre le altre due fanno surf.




Holden amaranto (24.5)

Con la mia Holden amaranto18 volte più piccola di quelle che vedi in strada, con un serbatoio da trenta minuti di autonomia, sfreccio su e giù per la rampa del garage evitando colonne di cemento, enormi pozze  d'acqua e gigangesche formiche australiane. Sofia gestisce il senso di marcia, io mi occupo della direzione delle ruote, il tutto condividendo 20 cm quadrati di plasticoso telecomando made in China. E' il primo gioco davvero interessante di Sofia, così interessante che non puoi solo stare a guardare.  Sono 2 anni e mezzo che aspettavo questo momento di forte condivisione insieme alle parole di Sofia alla mamma che sta uscendo:"Sofia wants to stay here and play with papa". Abbiamo acquistato la macchina in un megastore in città pagando in contanti. Vicino c'era un altro gioco abbastanza inquietante: "my first atm", una cosa tipo il mio primo Bancomat. Una macchina di plastica da cui uscivano finte banconote per la gioia della bimba fotografata mentre effettuava il prelievo. Aspettiamo ancora qualche anno prima di socializzare Sofia alle logiche economico monetarie ed ai parametri di Mastricht di cui sicuramente tiene conto il distributore di banconote per bambini.

Pensieri sparsi tra Adelaide e Brisbane (18.5)

Viaggiare allunga la vita. Un condensato di volti, profumi, storie, km, fotografie, stagioni, baci e sorrisi, lungo 6 mesi da condividere con Charlie e Sofia. 60.000 km nei cieli per 3200 punti avios della mia BA card, altri 16000 km di asfalto e polvere su cui sono sfilati 40 motel, 12 ostelli con bano compartido, 8 pubs imbevuti di pancetta e uova fritte e 53 altre sistemazioni in double room with standard bed per me e Charlie e nest di cuscini sul pavimento per Sofia. 47 vinerie e 243 vini degustati, poche bottiglie stappate, molte svitate. Tre paia di occhiali da sole, qualche t shirt, un paio di jeans e un telefono in meno.
Ho visto cose che non potete neanche immaginare: carri naufragare in fiumi di fango colorato sulle Ande, mentre camionisti argentini e cileni imprecano nella stessa lingua. Monoliti di ghiaccio staccarsi dalle vette del Perito Moreno e un esercito di hiphone cecare di mettere a fuoco il momento dell' impatto con l'acqua. Armate di pupazzi di neve elettrici accendersi nelle strade di New York accanto a Remagi elettrizzati. Cunette di sfortunati possum sparse su tutte le strade neozelandesi e stormi di sand flies divorare le mie carni a un metro dal primo tuffo nel Mare di Tasmania. Viaggiatori offrire lattine di birra agli altari del Gaucho Gill sulle strade della Pampas e bottiglie di Carmenere invecchiare al suono di canti gregoriani nelle cantine della Valle Central. Bombolette spray con dentro olio di oliva al posto del Raid svettare dall'ultimo piano degli scaffali dei supermercati di Brisbane, in compagnia di panetti di "spreadble olive oil".  Confezioni da 18 uova xxl stivate nei frigoriferi americani insieme a barattoli di Heinz tomato sauce da 2 lt. Ore e ore di Thomas and friends, Peppa Pig e Happy Feet.
Ho stretto la mano a Topolino nella sua casa in California, piena di specchi per il più arrogante del reame. Ho sostenuto una conversazione al tavolo del club peace and love di San Francisco dove la domanda per rompere il ghiaccio è: " tu cosa fai per la pace nel mondo?". Ho fraternizzato con giovani backpackers italiani accampati a Mission Beach facendomi dare del tu, almeno da qualcuno. Ho promosso la cultura locale donando 50 pesos all'agente di un fasullo Maradona per una foto insieme tra i colori della Bocha. Ho timonato una canoa ai confini del mondo mentre l'equipaggio mi incitava al grido "Schettinu, Schettinu!" e scalato vulcani in Chile con il mio bagaglio umano di 12 kg sulle spalle. Ho assaggiato spumanti fatti in frigorifero dalle donne di San Juan e degustato un nebbiolo fatto da un croato in un villaggio danese in piena California.
Mi sono alimentato a tacos in California, jugosi bife de chorizo in Argentina, pasta in Chile, fish and chips in new Zealand, hamburger in Australia, tra cui il temibile hamburger del minatore alto 7 strati, e ho fatto pizze spargendo scaglie di mozzarella  proudly made in Devondale.
Tutto questo per sentire, dopo 5 mesi di viaggio, la frase magica: "Papa come and play with me" mentre Sofia armegia due mattoncini Lego rossi.
Viaggiare e giocare, questa è la vita in qualche modo da allungare.



McLaren Vale (14.05)

Alla Coriole wineyard di McLaren Vale specializzata in Italian style wines Linda sorride stringendo tra le mani una bottiglia di barbera e una di sangiovese. Tra qualche mese se ne va 14 settimane in vacanza studio in Europa, di cui 4 in Italia. Un po' quello che ho fatto io ma sulla rotta inversa e sopratutto lei parte mentre io tra poco rientro. Scorriamo insieme la mappa dello stivale con i suoi vini, paesi e genti e viaggiamo (forse posso fare questo lavoro: fare viaggiare la gente in Italia per wine tasting). Assaggio un Fiano senza profumo, una barbera un po rough, un buon Sangiovese fruttato, smooth e di corpo.
Alla Samuels Gorge, la vineria più antica di Mclaren Vale si respira un profumo di storia e tradizione come in pochi posti del nuovissimo mondo. Un account della locale agenzia di  packaging illustra le proposte di etichette ai due wine maker (potrei farlo io quel lavoro e bere tanto vino penso) mentre la bionda Lucy ci propone 4 splendidi rossi intensi e persistenti: grenache, mourvertre, syrah e syrah reserve.
Dietro scorrono colori d'autunno italiano e colline, tra tutte McLaren è la valle più bella.





Birthwood (13.05)

Sir Williams Birthwood era un generale australiano che guidò le truppe al massacro di Gallipoli durante la prima guerra mondiale. Birthwood sono 700 anime nel cuore di Adelaide Hills. Al public bar di Birthwood si respira legno di oltre 100 anni, imbevuto di birra e di sano spirito patriottico. Una prima testimonianza scritta sul muro: "I prefer to push my Holden than drive a Ford". Holden ha un posto speciale nel cuore degli australiani come prima company a sfornare automobili really made here. Una storia gloriosa tra il 1948 e il 1998  come racconta un manifesto alla parete. Non sappiamo cosa sia successo dopo il 1998 e quando precisamente la gloria sia stata messa sul mercato ma oggi Holden è una medaglia appesa alle giacchetta di Mr GM, insieme a quelle di Chevrolet e Opel.
Un altro grido sul muro: "Wine in supermarket could mean a horror story ending for bottle shops and pub" per la felicità di Coles and Woolworth. In Australia se devi fare la spesa scegli tra due catene: Coles o Woolworth. Per fare benzina vai da loro,  lo stesso per l'assicurazione della macchina. Anche per una bottiglia di vino i prezzi migliori li trovi nel loro liquore store fuori dal supermercato, perchè qui cibo e vino non possono andare insieme, almeno finora. Adesso ci stanno provando, così Wooly e Coles insieme a GM si prenderanno davvero tutto. Sparirà questo pub con i suoi tatuati professionisti di darts che andranno a lanciare freccette nella corsia dell'igiene intima mentre le loro donne, bionde con gonna e stivali in pelle nera, popoleranno le casse del supemercato su una sedia rinforzata a reggere il robusto back. Qui resterà solo questa bambina che sale e scende le scale la notte; alcuni clienti di Birthwood dicono di esserci passati attraverso con relativi brividi da horror story.